mercoledì 17 maggio 2017

TRE METRI SOPRA IL CIELO

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GEOPOLITICA AL 6G

Salvatore Santangelo

Salvatore Santangelo (1976) giornalista professionista, dopo la laurea in Scienze politiche ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia dell’Europa. Si occupa di marketing e comunicazione, ha ricoperto incarichi anche nelle Istituzioni. Tra le sue opere, “Frammenti di un Mondo globale” (sulla crisi del Mercatismo) e “Le lance spezzate” (su conflitti e globalizzazione). Collabora con www.geopolitica.info, il Foglioil TempoLimes e HuffigtonPost
La sua ultima e interessante pubblicazione che presenterà al 6G, "Gerussia. L'orizzonte infranto della politica europea", analizza i rapporti storici e attuali tra due grandi potenze europee: la Germania e la Russia.

6G: TUTTA COLPA DEL PRESIDENTE

Firmani

Remo Firmani è nato a Pescara nel 1973. Responsabile marketing del Pescara calcio, scrittore e musicista per passione, nel 2009 ha prodotto un suo disco dal titolo: “Everybody’s Need”. Nel 2014 pubblica il suo primo libro “Il sogno condiviso”.
È vicepresidente dell’Associazione Culturale Kabala, jazz club che organizza eventi musicali. 

Del suo libro “Tutta colpa del presidente” che presenterà al festival 6G, Gianni Paris dice che ha un potere salvifico, “è come un’ancora di salvataggio che può insegnare agli uomini a ripartire, con l’obiettivo di scrollarsi di dosso le zavorre che ognuno si è costruito consapevolmente o inconsapevolmente nel corso del tempo.” 
Quindi venite a trovarci al festival Sei giornate in cerca d’autore per ascoltare Remo Firmani e il suo racconto autobiografico.

L'EX POSTINO DI FERMO AL 6G

Angelo Ferracuti

Angelo Ferracuti è nato a Fermo nel 1960. Ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti, ma soprattutto libri di reportage come “Le risorse umane” (Feltrinelli 2006), “Viaggi da Fermo” (Laterza 2009), “Il costo della vita” (Einaudi 2013) con un inserto fotografico di Mario Dondero, “Andare, camminare, lavorare” (Feltrinelli 2015).
Nel suo nuovo romanzo-verità, Ferracuti viaggia nelle terre avvelenate di una zona della Sardegna, terra di miniere e dell'epica operaia, che in passato dava lavoro a migliaia di persone e che adesso è praticamente abbandonata. Incontra una popolazione vinta, malata, povera ma piena di dignità, in una condizione che riassume tutte le contraddizioni del presente, come quella tra salute e lavoro, mentre le multinazionali dell’alluminio delocalizzano in Islanda e in Arabia Saudita. Qui è finito il Novecento ed è iniziato non si sa che cosa. Rimane la nostalgia e un buco nero a tratti rischiarato dall’assistenza dello Stato che tutti aspettano come unica salvezza.
Foto di Marilena Imbrescia

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